Home / Senza categoria / Start up innovative a vocazione sociale

Le start up innovative “a vocazione sociale” (SIAVS) operano in particolari settori, individuati nel Decreto Legislativo 155/2006, tra questi:

l’ assistenza sociale
l’assistenza sanitaria
l’istruzione e formazione
la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema
la valorizzazione del patrimonio culturale.

Oltre ad una logica di business, perseguono finalità legate al benessere della collettività: per questo sono previsti benefici fiscali maggiorati a favore degli operatori che investono in questa particolare tipologia di imprese.

La Circolare 3677/C emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico all’inizio del 2015 ha introdotto una nuova procedura – estremamente agile e flessibile, fondata sulla rendicontazione dell’impatto sociale, sulla trasparenza e sul controllo diffuso delle informazioni – per il riconoscimento delle start up innovative a vocazione sociale. Contestualmente, per meglio accompagnare l’utente nella fruizione della nuova procedura, il Ministero ha pubblicato la “Guida per la redazione del Documento di Descrizione di Impatto Sociale“, frutto di una collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con diversi attori dell’imprenditoria sociale.

Entrando nel vivo della nuova procedura per il riconoscimento dello status di SIAVS, essa si articola in due fasi:

  1. un’autocertificazione con cui l’impresa dichiara di operare in via esclusiva in uno o più dei settori elencati a vocazione sociale e di perseguire, operando in tale/i settori, una finalità d’interesse generale; di impegnarsi inoltre a dare evidenza dell’impatto sociale così prodotto.
  2. la redazione, una volta l’anno, di un “Documento di descrizione di impatto sociale”, per dimostrare la loro vocazione sociale, l’impatto previsto o effettivo sul benessere della collettività.